La rivoluzione che cambia tutto per non cambiare niente

Anche quest’anno hanno vinto loro. L’albero di Natale allestito nella Galleria Umberto I di Napoli è stato distrutto e rubato, confermando una triste tradizione che ormai si ripete da anni.

Quest’anno è durato appena 24 ore: nella notte tutte le decorazioni sono state rovinate e l’albero è stato tagliato di netto alla base del tronco, mentre il fusto è stato portato via da qualche baby gang e ritrovato in un vicolo dei Quartieri Spagnoli. Nonostante le telecamere di sicurezza, nonostante le forze dell’ordine e la vigilanza privata assunta dai commercianti, nonostante i tweet anarchico-imbarazzanti di Luigi de Magistris.

È una sfida tra le istituzioni e la criminalità, una dimostrazione di forza con cui la camorra ricorda puntualmente alla città chi comanda, che le baby gang sono più forti dei napoletani onesti, che la malavita controlla il territorio, impone le sue regole e resta impunita. E quest’anno ha dimostrato un’altra volta che a Napoli la delinquenza e l’illegalità vincono sullo Stato, con un gesto simbolico che arriva al culmine di una tremenda serie di aggressioni, rapine e omicidi.

Ma per molti cittadini sono ragazzate, e per il Sindaco è colpa di Roberto Saviano, di Gomorra, dei giornalisti o di chiunque altro racconti una cruda verità che è meglio non sentirsi dire. Perché a Napoli la colpa non è di chi non è in grado di controllare e far rispettare la legge, ma di chi parlandone “infanga” l’immagine di una città turistica con una buona qualità della vita e una criminalità nella media, un’immagine che illude e conforta se stessi prima che gli altri. E sono sicuro che per qualcuno sia anche un po’ colpa mia per questo post che mi sarei potuto risparmiare, e che permette di interpretare strumentalmente la mia critica verso chi governa la città come un attacco a tutti i cittadini napoletani.

A Napoli funziona così, ed è uno dei tanti motivi per cui sono andato via. Perché è una città che ogni giorno cambia, si trasforma e fa la rivoluzione. E ogni volta che ci torno non è mai cambiato niente.