Biografia
“Ma chi ti credi di essere?”
Roberto Esposito.
Roberto Esposito nasce il 31 agosto millenovecento85 all’età di 0 anni, in una mangiatoia. Anzi no, all’ospedale di Vallo della Lucania (SA), nel cuore del Cilento. Viene iscritto ad un asilo privato gestito dalle suore, si diploma al liceo scientifico e si trasferisce poi a Napoli per frequentare la facoltà di Ingegneria Aerospaziale presso l’Università “Federico II“.
Dall’età di 13 anni si impegna nel settore tecnologico e informatico, studiando da autodidatta i linguaggi di programmazione e sviluppando un’approfondita conoscenza su software e internet. A 15 anni inizia a lavorare da freelance allo sviluppo di siti web, dai 17 collabora con diverse testate giornalistiche, tra cui la prestigiosa rivista a tiratura nazionale “Hacker Journal“, mentre a gennaio 2009 entra nella redazione de “La Penisola“, per cui curerà la Rubrica “Tech&Web” fino a giugno dello stesso anno.
Il 13 ottobre 2001 Roberto crea il CrashDown Cafè, un sito web per tutti i fan italiani della serie TV americana Roswell che successivamente si afferma come uno dei fanclub più completi e apprezzati a livello internazionale. Ben presto la community diventa il ritrovo per tutti gli appassionati del telefilm e promuove numerose iniziative, come campagne di protesta (Aldo Grasso scrisse “I potenti fan roswelliani” sulla campagna Tabasco ideata per la seconda stagione), petizioni e giochi di ruolo, ricevendo inoltre una lettera di ringraziamento dal produttore esecutivo della serie Kevin Kelly Brown (“Ai fan di Roswell“).
Nel maggio 2005 prende vita il progetto Nasedo, con cui Roberto e i suoi complici Cappana ed Enausto (con la partecipazione speciale di Giovanni Lamanna), pubblicano i primi lavori cinematografici e musicali, tra cui il DVD “Veniamoci a prendere“. Dalla fusione di business e arte, nel maggio 2008 nasce OhKay.it, un negozio online di t-shirt, felpe e abbigliamento personalizzato: attualmente il sito vanta un catalogo di oltre 3.000 articoli e include uno speciale Designer che consente agli utenti di disegnare e i propri abiti direttamente online.
Come se non bastasse, il 2 luglio 2009 Roberto trasforma il CrashDown in un blog di cultura e informazione indipendente, ottenendo numerosi consensi in rete fino a superare le 150.000 visualizzazioni al giorno dopo pochi mesi dal suo esordio. L’idea su cui si basa è una vera e propria dichiarazione di intenti: «Non accettiamo nulla passivamente, non lasciamo che le cose ci scorrano davanti agli occhi senza intervenire: analizziamo il mondo senza peli sulla lingua, dimostriamo con irriverenza di non lasciarci muovere come burattini da chi prova ad influenzare le nostre scelte.» Essendo diventato un impegno soffocante che non concede tempo alle nuove idee, Roberto vende CrashDown.it alla fine di marzo 2010 nonostante la continua crescita del suo pubblico: dopo 8 mesi dalla sua nascita, il valore economico del blog è di 100 volte l’investimento iniziale.
In collaborazione con la scenografa Simona Tortorella, il 27 ottobre 2010 (giorno del 25esimo anniversario del film “Ritorno al futuro“) Roberto pianifica una campagna di guerrilla marketing e tappezza la città di Napoli con centinaia di volantini contenenti una richiesta di aiuto: Jack Will, un fantomatico uomo venuto dal futuro (di cui Roberto racconta le avventure sul blog), chiede ai cittadini di inventare e disegnare, facendo leva solo sulla propria fantasia, un dispositivo che gli permetta di tornare nel suo tempo: incentivate anche dai giornali che riprendono la notizia, centinaia di persone entusiaste spediscono i loro disegni con messaggi di auguri e speranza per l’umanità.
Nello stesso periodo, Roberto fonda la pagina Facebook “Cinismo, insensibilità, humour nero e altre cose che si mangiano“, una rubrica indipendente che analizza il mondo con uno stile estremamente sarcastico, cinico e provocatorio: quotidianamente propone discussioni su qualsiasi argomento purchè sia affrontato con toni schietti, senza buonismi o mezze misure. Colonna portante della pagina è la satira, che spesso sfocia nel black humour attraverso una ricercata e pungente ironia (anche su temi tabù come religione, violenza, sessualità) e spinge il lettore ad una profonda riflessione e al confronto più costruttivo; nonostante le frequenti censure e le minacce di chiusura da parte di Facebook, la pagina conta attualmente più di 46.000 iscritti in continuo aumento. Sempre su Facebook, Roberto inventa e mette in pratica tecniche di webmarketing non convenzionale a costo zero che gli consentono di ampliare le sue fanpage per un totale di 2.000.000 di iscritti.
Il 30 marzo 2011, Roberto entra ufficialmente nel Guinness World Records™ battendo il record mondiale di commenti ad un singolo post su Facebook all’interno della sulla sua fanpage personale. A detenere il primato era il gioco Cityville con 292.288 commenti, ma lui è riuscito quasi a raddoppiarlo con oltre 555.000 commenti al suo post: «Entrare nel GWR non era però il mio obiettivo principale: da aspirante artista e startupper, credo che l’arte stia anche nel saper trovare buone idee per emergere, riuscendo magari ad incuriosire e a farsi notare da un editore, un investitore o un produttore. In questo senso, il record serve a dare un po’ di visibilità a ciò che faccio in ambito artistico e imprenditoriale.» Tutte le conseguenze sono raccontate nel Diario di bordo #2 e nel Diario di bordo #3 (qui la rassegna stampa sul Record!)
Essendo un attivo sostenitore da anni, viene contattato da Greenpeace International per una partnership nella campagna di protesta globale “Facebook: Unfriend coal” con il difficile obiettivo di convincere il più grande social network ad abbandonare l’energia elettrica prodotta da carbone a favore delle fonti rinnovabili. L’enorme successo dell’iniziativa è testimoniato dagli 80.000 messaggi scritti il 13 aprile 2011 in 16 lingue diverse (nuovo record mondiale di commenti in 24 ore) e dalla dichiarazione rilasciata da Facebook a distanza di pochi mesi: nell’autunno 2011, il gigante di Internet annuncia il suo impegno a rivedere la propria politica energetica con il Facebook’s Sustainability Program.
Nella primavera 2011, Roberto comincia a lavorare su un’idea estremamente innovativa che gradualmente si trasforma in un progetto imprenditoriale fino a diventare una Web Startup: sei mesi dopo, a metà novembre, viene ufficialmente lanciata la versione alpha di De Revolutione, un social network che consente di trasformare le idee migliori in rivoluzioni di massa allo scopo di migliorare concretamente il mondo in cui viviamo. La piattaforma, che solo nel primo mese conta 40.000 iscrizioni da tutto il mondo, si propone di soddisfare l’esigenza crescente di utilizzare la rete per dare voce e potere alla collettività tramite strumenti progettati per valorizzare, perfezionare e amplificare le idee provenienti dal basso.
Il 5 ottobre 2011, Roberto è ospite di Pippo Pelo e Francesco Facchinetti su Radio KissKiss e, incitato dai conduttori, fa un rutto in diretta nazionale. Nei giorni successivi, sempre nel corso della trasmissione radiofonica, i due conduttori lo sfidano a portare 10.000 nuovi iscritti alla loro pagina Facebook nel giro di una settimana: lui ci riesce in quattro giorni e mezzo.
Nell’autunno 2011 viene scelto dall’Unione degli Industriali di Napoli per entrare a far parte del team che, insieme al Comune di Napoli e alla Regione Campania, organizzerà due regate dell’America’s Cup World Series, il più famoso e prestigioso torneo di vela nonché il più antico trofeo sportivo del mondo in grado di richiamare i migliori velisti e le barche più veloci del mondo (gli AC45 e gli AC72, catamarani con ala rigida).
Per descrivere le sue attività usa spesso una citazione di David Kirkpatrick: “Dire a quel ragazzo che una cosa è impossibile è come sventolare un drappo rosso davanti a un toro. [...] Lo si potrebbe definire un artista del business, se è lecito giustapporre queste due parole: unisce una cultura profonda sul business, la scienza, il marketing e la psiche umana all’impazienza dell’artista, l’impulsività e la visionarietà con cui immagina un mondo migliore.“
Le innumerevoli passioni e il timore ossessivo di sprecare il tempo portano Roberto ad ottimizzare le giornate in modo da potersi dedicare efficacemente ad ogni idea. In campo artistico, è un musicista (chitarra acustica ed elettrica) e si è improvvisato cantante – con scarsi risultati – nei due album realizzati con i SenzaAzioniInQuiete. Le tonnellate di film e telefilm che conserva gelosamente testimoniano la sua grande passione per il cinema, che lo porta a dedicarsi alla realizzazione di cortometraggi e videoclip nel ruolo di sceneggiatore e regista (talvolta anche attore, con una pessima dizione). Altra passione e terzo principale impegno artistico di Roberto è la scrittura: oltre ad articoli, canzoni, riflessioni sul blog e sceneggiature, Roberto è autore di numerosi saggi e testi di vario genere, nonché di un libro dal titolo “L’arrivée d’un train en gare de La Ciotat” pubblicato nel settembre 2008. A questi si aggiungono 3 romanzi in fase di realizzazione, i cui dettagli verranno rivelati quando l’incessante produzione di nuove idee si sarà placata e Roberto avrà il tempo materiale per completarli.
«Più che di tante passioni, si tratta di un unico bisogno di concretizzare delle idee» racconta. «Mi capita di avere in testa un pensiero che riguarda un racconto, un progetto imprenditoriale, un sentimento, un’invenzione… e di pensarci giorno e notte, elaborarlo involontariamente creandone i dettagli. L’unico modo per liberarsene è tirarlo fuori sviluppandolo su qualcosa di tangibile, che sia una pellicola, una chitarra o un foglio di carta. La musica, il cinema e la scrittura mi servono a questo: in un certo senso, potremmo quasi dire che io sfrutto l’arte.»
Affascinato dalla tecnologia e fermamente fiducioso nel progresso scientifico, trascorre buona parte del suo tempo libero dedicandosi a numerosi altri interessi come ingegneria sociale, ufologia, astronautica, dialettica, hacking, guerrilla marketing, psicologia.
Roberto è socio effettivo del Mensa, nota associazione internazionale che raccoglie il 2% delle persone con il quoziente intellettivo più alto del pianeta, secondo cui risulta caratterizzato da grande curiosità, passione per lo studio senza particolari eccessi, ricerca del massimo obiettivo col minimo sforzo, forte creatività, frequente ricorso al “pensiero laterale”, sviluppata attitudine al “problem solving” (Leggi il profilo psicologico completo!). Roberto è inoltre tra i soci fondatori dell’Elea Arte Club, associazione culturale nata nel febbraio 2007 dall’unione di un gruppo di artisti: il club vede come Presidente l’illustre prof. Lars Aagaard-Mogensen, dottore in Filosofia dell’arte trasferitosi nel Cilento dopo aver insegnato per numerosi anni presso l’Università di Harvard (USA).
Preferisce essere chiamato Roberto, Rob, Roby o Robbè, ma molti lo chiamano (e non sempre risponde): Ros, Jack Bauer, astronauta, oh!, {RoSwElL}, Terence Hill, Dexter, che cazzo r’esaurito, Zuckerberg, McGyver, alieno, Nicola Rizzo, che è Robbè?, Kubrick, nè chitastramuò, Scolfield, cilentano, Ciprì, boss, Jack Shephard, uomo di scienza, Ligabue, genio, Bob, tu, Johnny Knoxville.
Al termine ha poi aggiunto: «Vorrei salutare mamma, papà, mio fratello, la mia sorellina piccola, nonno e nonna, i ragazzi del circolo per anziani, l’82% della popolazione cinese, Giancarlo Magalli, la categoria degli elettricisti, ‘ndoscia, un rappresentante di zollette di zucchero, Cerone, il sindaco di Mondovì e tutti coloro che, come quelli appena elencati, non mi conoscono.»
Biografia aggiornata a dicembre 2011





















6 commenti a “Biografia”