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Campagna
Tabasco
Più che per la trama, gli attori o
gli ascolti, Roswell è famoso in tutto il mondo per i
suoi Fan. Roswell non è stato mai un forte avversario per quanto riguarda gli ascolti, ma la
Warner Bros lo ha rinnov ato dopo il primo anno mandando in onda la Seconda Serie, come risultato di una straordinaria Campagna dei Fan.
Gli ascolti della Prima Serie infatti erano sotto le aspettative e mentre
stavano andando in onda gli ultimi episodi della Serie c'era una decisione
da prendere con i produttori e la Warner Bros: cancellare Roswell o
investire nella produzione di una Seconda Serie del telefilm. La decisione
era chiara: non avremmo mai più visto i nostri alieni in televisione,
Roswell sarebbe stato cancellato. In quel periodo la Prima Serie di
Roswell viene trasmessa anche in altri Paesi: Spagna, Canada, Inghilterra
e alcuni fortunati riescono a seguirla in inglese anche dall'Italia sui
canali satellitari. Su Internet iniziano a formarsi i primi Club e Forum
di appassionati che decidono di unirsi per evitare l'imminente
cancellazione del telefilm: migliaia di telefonate e E-Mail ignorate,
centinaia di dollari spesi per pubblicare una pagina sul Daily Variety ma
ci vuole qualcos'altro per salvare Roswell. Allora i Fan se ne inventano
un'altra: spedire alla sede della Warner Bros migliaia di bottigliette di
Tabasco, il condimento preferito degli alieni, con un bigliettino che
recita lo Slogan "ROSWELL IS
HOT!". Ma chi si sarebbe preso la briga di mettersi ad inviare
Tabasco? Eppure, temprati dalle Campagne per salvare i propri beniamini dal rischio di cancellazione dai palinsesti, organizzati in club che valicano i confini nazionali,
i Fan si sono dimostrati agguerritissimi nel sostenere il proprio telefilm;
hanno coinvolto amici, parenti, fidanzati; dopo una settimana dall'inizio
della Campagna la sede della Warner Bros era inondata da bottigliette
Tabasco, tanto che per portarle via sono stati riempiti decine e decine di
sacchi postali. I Fan di Roswell avevano vinto!

Jason Katims,
produttore esecutivo di Roswell, racconta in un'intervista:
"Ad un certo punto durante la Prima Stagione, quando ero sconvolto e confuso per aver provato a fare uno Show senza i piedi per terra e non ho pensato che stessi facendo qualcosa di molto giusto, io fui informato di questo gruppo di "spettatori dal buon senso" su Internet, che sarebbero diventati Fan di
Roswell. Da quel momento in poi, noi (scrittori, produttori, Cast e troup) non eravamo più soli. Non importa quanto insignificanti siamo sembrati dalla valutazione di Nielson, noi abbiamo avuto un gruppo concentrato di persone che erano con noi in qualunque momento. Una sorta di famiglia.
Ed ero abbastanza sicuro che, quando lo Show sembrava che stava scendendo, proprio come una famiglia, ci sareste stati vicini. Le bottiglie di Tabasco hanno cominciato a versarsi negli uffici della Warner Bros e l'anno successivo alla UPN. Avete fatto qualche cosa di notevole. Avete mantenuto in vita questo Show."

I potenti
Fan "roswelliani"
"Quest'anno, gli
appassionati di Roswell hanno dimostrato di essere il più potente
gruppo di fan di show televisivi: credo che nessuno, dentro o fuori la
televisione, abbia mai visto qualcosa simile alla vostra campagna
Tabasco". Così Kevin Kelly Brown, uno dei produttori esecutivi, ha ringraziato la schiera di
roswelliani che, con le loro
pressioni "creative" sulla Warner Bros, hanno contribuito
alla messa in cantiere di una nuova serie (la seconda) del telefilm, a
rischio di cancellazione dopo aver ottenuto risultati d'audience meno
lusinghieri del previsto. Sen za dubbio la suspense prodotta da Roswell
con i suoi intrecci avventurosi è sembrata pari a quella provata dai
fan americani lo scorso maggio, quando i capi della WB dovevano
decidere, dati alla mano, sulle serie da promuovere e quelle da
bocciare per la stagione successiva. Roswell sembrava avere poche
chance, nonostante i riconoscimenti della critica e dei media, e un
nutrito e agguerritissimo esercito di giovani "fanatici". Che
si sono inventati, complice Internet e le sue "comunità
virtuali", un'originale campagna per spingere la Warner a concedere
altri 22 episodi. Dopo aver speso parecchie migliaia di dollari per
acquistare una pagina pubblicitaria su Daily Variety, e aver inviato
migliaia di E-Mail, i fan hanno trovato l'idea decisiva: invitare tutti
quanti a spedire ai dirigenti della Warner una bottiglietta di Tabasco,
il condimento preferito dagli alieni, accompagnata da un semplice
slogan: "Roswell is Hot" (e cioè, Roswell è eccitante, ma
anche "piccante", con un gioco di parole sul gusto della nota
salsa al peperoncino). Risultato: dopo migliaia di bottigliette, la
stampa dà risalto alla campagna e alla fine la Warner approva una
seconda serie, regolarmente in onda da Ottobre. "Il processo
attraverso il quale gli show sono rinnovati o cancellati mi è sempre
parso piuttosto arbitrario - confessa ancora Brown - ma alla fine ho
capito che i network rinnovano uno serie sulla base di elementi
intangibili, e il più importante elemento intangibile sono i fan".
Meno intricata ma altrettanto significativa la vicenda italiana: anche
da noi i tanti ragazzi stregati da Roswell hanno dovuto lottare, questa
volta non per la produzione, ma per la semplice messa in onda
dell'adorato telefilm. Programmata dal 20 settembre su Raidue, la prima
serie va in onda il mercoledì, per poi essere spostata di domenica e di
martedì. Infine viene sospesa. Spinti forse anche dalla centinaia di E-Mail indirizzate alla Rai, i responsabili di rete riescono alla fine a
trovare una collocazione stabile per Roswell, il lunedì in seconda
serata.
Aldo Grasso
Gennaio 2000
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