Nasedo – Ciclotimia: La morte del cavalliere errato
NASEDO (1×02)
Ciclotimia: La morte del cavalliere errato (2005)
Questo secondo lavoro di Nasedo è una rilettura dell’alfabeto dalla A alla O. Il cavalliere errato è il paladino delle cose già fatte: rappresenta il sentimento di frustrazione che si prova quando si partorisce un pensiero che si considera nuovo e poi ci si rende conto che quel pensiero in verità è già stato esplicitato (quasi sempre in maniera più egregia ndr) da qualcun altro venuto prima. È una sensazione nera che tutti hanno provato prima o poi nella vita almeno una volta.
Si prende consapevolezza di quanto l’uomo sia impotente nell’affermare le sue azioni nello Spazio di fronte alla barriera del Tempo. Ecco quindi la ciclotimia a cui si fa riferimento: da un lato l’entusiasmo e l’orgoglio provato per una creazione e la certa susseguente sensazione di marcio per aver compreso di aver scoperto nient’altro che fiumi di acqua calda.
La commedia nera che vede protagonista il nostro novello inetto Don Chisciotte è una lunga battaglia persa in partenza contro il Tempo e contro l’egemonia del sillogismo esperienza uguale competenza. Il cavalliere si troverà implicato in un continuo e opprimente vortice di rimandi vecchi e stravecchi cercando di combatterli armato della sola ignoranza.
Questo secondo paradossale lavoro di Nasedo, mentre afferma l’importanza del non restare invischiati in una logica evoluzionistica positivista dei processi artistici dall’altro, evidenzia come il gruppo abbia compiuto notevoli progressi sia tecnici e che contenutistici maturando nel tempo. Ecco quindi l’immenso interrogativo che Nasedo con esecrabile abilità lascia nello spettatore al termine della fruizione dell’opera “ma quindi?”.
Che dire ormai miei cari e affezionatissimi? Ai postumi l’ardua sentenza…










