Nasedo
Nasedo è una cosa fatta male.
Assolutamente non un acronimo né tanto meno una novità originale.
Nasedo è un progetto artistico o più verosimilmente uno stile di vita, un punto di vista altro che cerca di oggettivarsi consapevolmente con risultati scadenti.
Di Nasedo nessuno sentiva il bisogno e siamo certi che, se non ci fosse, nessuno si sarebbe impegnato per inventarlo. Ma per molte altre cose che ci circondano questo accade e in questo Nasedo si rivela in tutta la sua auto-incoerenza di banalizzazione dello straordinario, di standardizzazione dell’anomalo e dell’esaltazione della normalità. Dimostrando in tal modo che certe cose semplicemente non sono reali, ma presunte tali.
Nasedo vuole ribadire con le sue dimostrazioni l’importanza di tener sempre presente la relazione UOMO (produttore di realtà) vs. REALTA’ (prodotto dell’uomo) e non viceversa.
Non volendo accettare una realtà dominante e imposta, che a noi appare assolutamente priva di qualsiasi fondamento epistemologicamente convincente che possano giustificarla come la più valida tra le infinite alternative possibili, con Nasedo ci battiamo per smascherarne i meccanismi sottostanti con lo scopo ultimo di restituire all’immaginazione quella potenza che le viene, se non negata completamente, fortemente tenuta a bada.
Nasedo è l’etichetta che diamo ad alcuni nostri procedimenti che hanno l’obiettivo di generare prodotti. Prodotti che secondo noi, avendo compiuto il “salto” dal mentale al fattuale, sono impuri e falsi e rendono impossibile un tragitto a ritroso nell’individuazione di cause e contenuti. Pertanto non possono venir etichettati come prodotti finali e finiti nel senso stretto del termine. Questi prodotti sono da considerarsi solo come degli strumenti.
Quello che vediamo è solo la punta di un iceberg, possiamo solo fare congetture su quale sia l’entità della base. È evidente come quindi in Nasedo sia essenziale e necessaria la relatività e l’arbitrarietà delle critiche del fruitore dell’opera, che egli attua nel vano e inutile intento di portare a termine il processo di etichettamento del prodotto, quando in definitiva ognuna di queste critiche contribuisce soltanto a compiere un passo avanti nel inefficace tentativo di individuare a ritroso quei procedimenti che hanno generato l’opera.
Il percorso che si intraprende è però interminabile e non ha una meta. Ognuno arriva dove può e da ciò rileviamo che l’opera più interessante (l’obiettivo questa volta finale di Nasedo) è quella che si manifesta nel momento in cui nel fruitore si crea una realtà nuova a seguito di un input. Ovviamente il generatore di questi input è Nasedo. Nasedo è uno spunto sociale, un processo in atto che impegna l’intelletto. Nasedo fornisce la materia prima per un’ipotetica fabbrica di altri mondi.
Si, Nasedo se lo vedi così è fatto male, è senza senso e meno male!
Nasedo cammina disinvolto sul filo dell’auto-contraddizione con invidiabile ironia e maestria. Nasedo è questo, anzi no, questo è solo una delle cose che è. Arrivederci.
Nasedo ha anche dei manifesti ma vi sarà saltato agli occhi quanto anche questi ultimi rientrino perfettamente nel nostro ideale estetico sciatto, ignorante, presuntuoso, ironico di fare le cose.
Questi scritti sono arrivati in busta anonima alla nostra redazione e abbiamo deciso di utilizzarli come manifesti del nostro progetto, pertanto prendeteli seriamente ma anche no. Le parti che mancano sono state sostituite con parti meno interessanti.
Per non parlare di questo sito, per non parlare della scelta di chiamare “episodi” una serie di microcortometraggi completamente scollegati tra loro e per non parlare di questa ulteriore delucidazione su cosa è Nasedo. Adesso sul serio arrivederci e scusate se vi abbiamo fatto perdere tempo.










