Umano, troppo umano
Umano, troppo umano (2007)
“Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui”, affermava Nitzsche tempo fa. Questo imperativo sembra riproporsi in modo subliminale in questo cortometraggio. Un cortometraggio che descrive in maniera sottile ma incisiva la cosiddetta “era moderna”, un’era che però ha reso l’uomo più primitivo di quanto lo fosse nella preistoria.
Un’ era in cui la razionalità è come un castello di carta che il vento della follia può spazzare via in ogni momento. Un’era in cui “la scatola” chiamata tv, che rapisce le nostre giornate, ha rapito anche la nostra individualità; ed il telecomando diviene come un’arma con la quale minacciare chiunque cerchi di distinguersi dalla massa uniforme di automi creati dalla tanto amata “tv”. Si rompono così tutti gli schemi.
Ed un interrogativo si ripropone forte più che mai: “Cos’è la follia? Sono folli coloro che si lasciano intrappolare da una “tecnologia” inventata da loro stessi? O sono folli coloro che ne stanno fuori?”. La follia è rompere gli schemi e forse sarebbe un bene rompere schemi di uniformità, massificazione, standardizzazione che contraddistinguono la società odierna e che stanno eliminando ogni forma di individualità e differenza.
C’è bisogno di follia, una sana follia… una follia per il cambiamento… perché, in fondo, “c’è sempre un grano di logica nella follia” (Nietzsche)
Caterina Caliendo




















