Il caso Melegatti, ovvero tutto quello da non fare per risolvere una crisi

Se per costruire l’immagine e la reputazione di un brand possono servire anni di duro lavoro, sapete invece quanto tempo ci vuole per distruggerla rovinosamente? Bastano 24 ore.

Fino a ieri, infatti, la Melegatti era stata al centro di tutti gli sfottò e gli epic fail della Rete, entrando a pieno titolo nella classifica delle pubblicità più brutte grazie all’improbabile confezione del nuovo panettone con la faccia di Valerio Scanu.

Stamattina, dunque, qualche esperto di gestione delle crisi avrà ben pensato di uscire dalla bufera mediatica lanciando una nuova pubblicità. Ma non una pubblicità qualunque, ce ne vuole una che sposti l’attenzione e faccia discutere: qualcosa di ironico, creativo, innovativo o legato al sociale? No, una bella foto omofoba e photoshoppata male: “Ama il tuo prossimo come te stesso, basta che sia figo e dell’altro sesso!“.

Ma allora ve le andate a cercare? Inutile aggiungere che il tono dei commenti è peggiorato, fino a far saltare #Melegatti‬ in cima ai trend di Twitter. E dunque il post è magicamente scomparso (a mali estremi, estremi rimedi) e sono intervenuti i piani alti, scaricando tutte le colpe su una presunta agenzia esterna che avrebbe lanciato le pubblicità senza autorizzazione. Licenziati in diretta, insomma.

 

Melegatti Social Media

Stavolta la soluzione poteva funzionare e il dibattito sgonfiarsi in poche ore, con qualche scusa e una figura di merda incassata male. Ma alla Melegatti fanno le cose con passione, ed è evidente che la loro forte passione sia quella per l’autolesionismo. Nei commenti, infatti, c’è qualche battuta ma anche un signore che si complimenta con l’azienda per aver riconosciuto l’errore. E una serie di utenti che lo appoggiano. Ma… un attimo… sono tutti dipendenti della Melegatti! E quello che ha scritto il commento è proprio il direttore Marketing della Melegatti!

 

Melegatti Social Media

Adesso io non metto in dubbio che il panettone Melegatti sia buonissimo, ma ho il sospetto che quest’anno a Natale per qualcuno avrà un retrogusto piuttosto amaro. Sempre se ci arriva, a Natale.

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