Articolo di Pietro Treccagnoli su “Il Mattino”

NAPOLI – Ha battuto un gigante da 99 milioni di appassionati, CityVille, gioco in Rete tra i più popolari e così è entrato da trionfatore nel «Guinness dei primati 2012» (da ieri in libreria per Mondadori). È un 26nne che vive a Fuorigrotta, studente di Ingegneria aerospaziale, fuorisede: è Roberto Esposito di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. Uno smanettone geniale, dall’aspetto tutt’altro che nerd, anzi con il fiuto del business, perché già a 14 anni faceva e disfaceva blog e siti Internet.

Qualcuno l’ha pure venduto, incassando e rilanciando un altro sito. Ma andiamo per ordine. Esposito, che nella Rete è Rob, è entrato nel gotha dei record, grazie a un primato originalissimo: con un solo post su Facebook ha ottenuto il maggior numero di commenti. Reggetevi: 389.141, in appena tre mesi, da gennaio a marzo scorso, battendo appunto CityVille che s’era fermato almeno 100mila commenti sotto. Ora il post è a quota 540mila, ma il grosso è stato fatto e Rob non sta più a portare i conti. (continua…)

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Pubblicato da il 7 ottobre 11 / 1 Commento.
Argomento: Articoli e Interviste

Eccoti il mondo, e gli uomini.

Frattanto noi chiamiamo pomposamente virtù
tutte quelle azioni che giovano alla sicurezza di chi comanda,
e alla paura di chi serve.
I governi impongono giustizia:
ma potrebbero eglino imporla se per regnare
non l’avessero prima violata?

Chi ha derubato per ambizione le intere provincie,
manda solennemente alle forche
chi per fame invola del pane.

Onde quando la forza ha rotti tutti gli altrui diritti,
per serbarli poscia a sé stessa
inganna i mortali con le apparenze del giusto,
finché un’altra forza non la distrugga.

Eccoti il mondo, e gli uomini.

Ugo Foscolo (1778 – 1827)
Le ultime lettere di Jacopo Ortis

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Pubblicato da il 4 ottobre 11 / Nessun Commento.
Argomento: Citazioni

Profilo psicologico

Abitualmente la gente mi chiede cos’ho nella testa. Per quale motivo penso, per quale motivo dico, per quale motivo faccio determinate cose. Di tanto in tanto capita che qualcuno mi trovi originale, molta più gente invece preferisce l’aggettivo strano.

Ecco cos’ho in testa:

 

QUOZIENTE INTELLETTIVO SUPERIORE A 148

In base ai risultati dei test effettuati dal Mensa, nota associazione internazionale che raccoglie le persone con il quoziente intellettivo più alto del pianeta, rientro nel 2% delle persone più intelligenti del mondo, con un Quoziente di Intelligenza superiore a 148. In particolare, il mio profilo psicologico/caratteriale pare essere caratterizzato da grande curiosità, passione per lo studio ma senza particolari eccessi, ricerca del massimo obiettivo col minimo sforzo, forte creatività, frequente ricorso al “pensiero laterale”, sviluppata attitudine al “problem solving”.

 

TACHIPSICHISMO

Nel linguaggio medico, il tachipsichismo [ta-chi-psi-chì-ʃmo] rappresenta l’ideazione rapida e vivace, causata da un’accelerazione abnorme dei processi psichici, in particolare delle associazioni mentali, che si riscontra anche in alcuni stati psicopatologici, come l’eccitamento ipomaniacale e maniacale.

Si distinguono due biotipi psichici fondamentali in mezzo alla moltitudine sterminata di caratteri umani: il tipo a mentalità lenta e stabile (bradipsichico) e il tipo a mentalità veloce e instabile (tachipsichico). Nel tachipsichico il ricambio delle cellule cerebrali è celere, quindi la produzione e il consumo di energia sono rapidi: di conseguenza, le cellule cerebrali sono sempre ricche di riserve nutritizie, perciò la velocità nella formazione delle associazioni, e quindi la modalità del pensiero, è notevolmente accelerata. Egli è caratterizzato da un eccesso di emotività e di sensibilità psichica e pensa in maniera estremamente rapida: che si parli di lista della spesa o dei massimi sistemi, arriva alle conclusioni sempre prima delle altre persone.

 

BASSO LIVELLO DI INIBIZIONE LATENTE

L’inibizione latente è una caratteristica del cervello che consiste nella capacità di filtrare e bloccare gli stimoli provenienti dall’ambiente e le informazioni irrilevanti per la sopravvivenza, in modo che ciò che viene considerato inutile dal cervello possa essere ignorato e silenziato. L’inibizione latente serve al cervello per discriminare tra i tantissimi stimoli che gli arrivano dall’esterno ed evitare il rischio di esserne sommerso (a volte inibendo persino la formazione della memoria): se non riuscissimo quotidianamente a bloccare la maggior parte di questo “rumore di fondo” non potremmo funzionare come individui, perché saremmo sopraffatti da un’enorme mole di stimoli che manderebbero il cervello in sovraccarico di informazioni.

Un basso livello di inibizione latente è stato più volte associato alla psicosi ma, quando questo è associato ad un soggetto con buona intelligenza e forte memoria, allora il soggetto è un genio creativo. Le persone più originali e creative, infatti, dimostrano i livelli più bassi di inibizione latente: questo vuol dire che vengono a contatto con un flusso di stimoli ambientali molto maggiore degli altri. La bassa capacità di filtrare gli stimoli era già da tempo conosciuta come un fattore legato alla psicosi, ma le ricerche condotte dimostrano invece che questo fattore, associato ad un quoziente intelettivo elevato e alla capacità di pensare contemporaneamente a cose diverse, può contribuire alla modalità di pensiero originale, cioè alla creatività.

Le personalità creative, in sostanza, hanno una mente più porosa della norma e filtrano meno bene le informazioni. Queste, una volta raggiunta la coscienza, possono causare strane percezioni, far sentire voci o vedere persone immaginarie, ma si pensa che questa mancanza di inibizione cognitiva sia anche al centro della formazione di idee nuove. In pratica il momento dell’Eureka, l’illuminazione, quando le idee che vagavano nei meandri del cervello raggiungono la consapevolezza cosciente, avrebbe molto a che fare con la larghezza delle maglie con cui si filtrano gli stimoli.

Queste persone creative sono attratte dalla complessità e hanno la capacità di gestire ciò che è in conflitto. Sono in genere estremamente motivate, forse persino un po’ ossessive. I soggetti meno creativi, al contrario, hanno la tendenza all’irritabilità se non riescono a combinare immediatamente tra loro tutti gli elementi e non tollerano la confusione.

A volte però, c’è un prezzo da pagare: per secoli, il talento creativo è stato spesso associato alle malattie mentali. Kay Redfield Jamison, scrittore e psichiatra all’Università Johns Hopkins a Baltimora, ha scoperto che gli artisti affermati hanno una certa tendenza a sperimentare disturbi dell’umore. Allo stesso modo, alcune caratteristiche della schizofrenia sono tendenzialmente più presenti nelle persone creative.

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Pubblicato da il 29 settembre 11 / Nessun Commento.
Argomento: Pensieri e Riflessioni

En-pathos: come suonare la batteria in metropolitana

Conoscevo un tizio che, alla fine di ogni mese, andava a depositare dei soldi su un conto bancario segreto. Dopo una ventina d’anni, una mattina andò all’università in cui lavorava come docente, tenne regolarmente le sue lezioni e, nel tardo pomeriggio, prese l’auto dal parcheggio per tornare a casa.

Una deviazione dal suo percorso abituale lo portò a guidare per una strada secondaria che costeggia il lago fino a quando, giunto al km 42, fermò l’auto accostando sul ciglio della strada. Aprì il portabagagli e tirò fuori un borsone con dentro abiti appena acquistati, una cartellina con dei documenti e frutta fresca conservata in un sacchetto di carta.

La sua auto fu ritrovata dalla polizia dopo 18 giorni di incessanti ricerche: ogni speranza di ritrovare l’uomo in salute fu vanificata da quella Chevrolet sommersa in fondo al lago, con il parabrezza distrutto e numerosi oggetti risaliti a galla, quasi a volerne segnalare la posizione.

Sono passati 4 anni e, a partire da quel giorno,  ho avuto modo di osservare molte cose. Oggi, ad esempio, sono al tavolino di un bar in pieno centro dove, con la scusa di un cornetto alla crema e un caffè lungo, fisso con indifferenza un uomo seduto due posti avanti a me.

Mmmh… Si, è proprio un buon caffè.

E’ la seconda volta che vengo in questa zona: sei settimane fa optai per il ristorante italiano che si trova poco più avanti, di fronte ad un’agenzia finanziaria in cui lavora una segretaria proprio carina. Se l’avessi conosciuta 30 anni fa, che cosa non avrei fatto a quella bionda… Davvero carina ed elegante, specialmente quando si veste di nero.

Per ogni posto in cui vai trovi la gente adatta a quel luogo. Non è un fatto oggettivo, non esiste alcuna legge scientifica: forse sono tutti lì per caso, forse è il luogo che stavano cercando o forse è proprio il posto in cui meritano di essere. Col passare del tempo, dopo mesi trascorsi ad osservare le persone, tutti i gesti e i comportamenti che inizialmente sembravano casuali cominciano ad assumere un significato ben preciso. Niente è più illogico o disordinato e ciascuno può essere decifrato e interpretato in base a ciò che mangia, come cammina, cosa indossa…

L’inevitabile conseguenza è quella di classificare le persone. Infilare ogni passante in una categoria dopo una fugace occhiata per strada può sembrare riduttivo e qualche volta lo è davvero, ma quelle sono le eccezioni. Nella maggior parte dei casi invece – e non che sia una bella cosa – le persone che si incontrano non sono uniche come amano considerarsi, ma tutte simili tra loro sia per l’aspetto esteriore che per la personalità.

Quando il mio nuovo amico è venuto a sedersi poco distante dal mio tavolino, io sapevo di conoscerlo già, non perchè l’avessi incontrato prima bensì per tutti gli omini uguali a lui che scorgo ogni giorno. Talmente uguali nella loro sterilità che ad un certo punto diventa quasi difficile distinguere i loro volti inespressivi: un abito scadente e stirato male come miglior tentativo di eleganza, pausa pranzo alla tavola calda con un tramezzino al prosciutto e una coca dietetica sorseggiata manco fosse un Merlot, alla cassa rigorosamente con pezzi da 5 o monete e poi di corsa ad amalgamarsi con la massa che attraversa al verde del semaforo.

Sto scrutando un uomo da quindici minuti e tra un pò saprò dirvi anche il suo nome; nel frattempo vi anticipo che non è certo il tipo da pranzare in un ristorante italiano, se non per guardare il culo di una bionda che lavora nei paraggi. Se 15 anni fa non avesse rinunciato per pigrizia all’appuntamento con una ragazza, probabilmente oggi avrebbe una moglie, un paio di amici più intimi del cassiere e qualcuno ad aspettarlo a casa.

Lui purtroppo se ne renderà conto fra altri 15 anni, quando la società per cui lavora effettuerà dei tagli al personale, dando precedenza ai giovani laureati. A quel punto, se avrà conservato un minimo di pensiero libero incondizionato, non gli resterà che uccidere il suo capo con un fermacarte e lanciarsi nel vuoto dal tredicesimo piano. In caso contrario, come temo sia probabile, trascorrerà i giorni che mancano alla sua morte restando seduto sul divano a guardare la tv, nostalgico dei pranzi veloci davanti a quella tavola calda.

Per chi, come me, ha fatto dell’osservazione la sua ultima e unica ragione di vita, bastano pochi mesi per ritrovarsi a vivere in un limbo fatto di contraddizioni ai confini di questo mondo: guardare dall’esterno tante vite che scorrono parallele e qualche volta si intersecano mi ha portato a sviluppare una spiccata comprensione per alcune e, allo stesso tempo, la più fredda e cinica insensibilità per altre.

Vivo di empatia allo stato puro.

Volete sapere chi sono? Semplicemente un vecchio che non trascura cosa gli succede attorno, uno che vede oltre a guardare: potete chiamarmi Dr. Wooz.

Intanto un’altra giornata volge al termine e io aspetto che la metropolitana mi riporti a casa. Di fronte a me, oltre i binari, un ragazzo suona la batteria ma si muove leggermente fuori tempo. Dal modo in cui le altre persone gli puntano gli occhi addosso, deduco di essere l’unico ad ammirarlo. La sua vita scorre su questo pianeta parallela a tutte le altre e oggi ha incrociato me, ma il treno è appena arrivato e la mia essenza sfuma dolcemente.
Tranquilli, non è un addio.

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Pubblicato da il 15 settembre 11 / 4 Commenti.
Argomento: Video

E sto parlando agli specchi e sto ululando alle lune

When my time comes

Ci sono stati dei momenti da sogno che avrei potuto conservare,
adesso sono più uno schiavo che un cavallo da battaglia.
Pensavo che quell’unico attimo che fu nobile o coraggioso
sarebbe bastato per la maggior parte della mia vita.

Quindi ho puntato le mie dita e gridato qualche citazione che conoscevo,
come se qualcosa che è scritto debba essere preso per vero.
Ma tutti i sentieri che ho imboccato e le conclusioni che ho tratto
metterebbero le mie verità ancora sotto la lama di un coltello.

Ed ora l’unica specie di consiglio che continua ad aiutarmi è
“Chiunque fa qualcosa di nuovo rompe solo qualcos’altro che c’era.”

Così ho preso tutto ciò che desideravo e l’ho messo fuori dalla mia portata,
pensavo di poter pagare un successo con tutte le mie sconfitte.
E se il Paradiso era tutto ciò che mi avevano promesso,
perché non dovrei pregare di morire?

Adesso mi sembra come se tutta questa confusione sia arrivata troppo presto,
mi addormento nei corridoi e bevo profumo.
E sto parlando agli specchi e sto ululando alle lune,
sebbene io continui ad ottenere solo il peggio del peggio.

Oh, tu puoi giudicare il mondo intero in base alla scintilla che gli manca…
Sì, puoi anche guardare nell’abisso, ma l’abisso ricambia il tuo sguardo.

Liberamente tratto da “When my time comes” dei Dawes.

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Pubblicato da il 10 settembre 11 / Nessun Commento.
Argomento: Musica

Art Everywhere #003 – Snapshot Boom! (Facebook)

(Clicca sulle immagini per vedere l’originale su Facebook e, dato che ci sei, diventa Fan!)

(continua…)

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Pubblicato da il 23 agosto 11 / Nessun Commento.
Argomento: Art Everywhere

Elenco

Dead Fly Art

#49 Non è mai abbastanza.
#48 Use your illusion.
#47 Scrivere un libro per la Mondadori.
#46 Postulato della pera: la dolcezza del viso di una ragazza è direttamente proporzionale alle dimensioni del suo fondoschiena.
#45 Non ci sono più le mezze stagioni, non ci sono più i valori di una volta. E comunque qui una volta qui era tutta campagna.
#44 Le fastidiose conseguenze del tachipsichismo.
#43 Scegliere il nome dei personaggi e il titolo dell’episodio pilota.
#42 Iniettarmi veleno a piccole dosi non mi farà diventare immune.
#41 La crema di nonsocosa che sta dentro alle caramelle Rossana.
#40 Il profumo delle matite appena temperate.
#39 Costruire un timbro intagliando una gomma da cancellare col taglierino e riempiendola di ovatta e dell’inchiostro di una vecchia bic.
#38 Chi siamo? Dove andiamo? Quando ce ne andiamo? Che ci mangiamo oggi?
#37 Vendere una casa.
#36 E’ stata la scintilla che ha fatto traboccare il vaso.
#35 La maggioranza ha sempre torto e le poche volte che ha ragione è per il motivo sbagliato.
#34 Sta rivoluzione s’adda fare.
#33 Tre sò li chiù cuntienti: u Papa, u Rè e chi nun tene nienti.
#32 Non tutti i buchi riescono con le ciambelle intorno.
#31 Il giorno in cui sono nato.
#30 Homo faber fortunae suae.
#29 Non tornare a casa stasera fino a quando non avrò incastrato Rocco Papaleo al Giffoni Film Festival.
#28 Natah Luna.
#27 Procedere com’a nu viento re terra
#26 Tanta niente accirettero nu ciuccio..
#25 Inventare e pianificare nuove strategie di webmarketing non convenzionale e guerrilla marketing per lanciare OhKay.it
#24 Tutt’a posto a ferragosto.
#23 Ascoltare in sequenza tutta la discografia degli Strokes: Is this it, Room on fire, First impressions of Earth, Angles.
#22 Una fetta di carne arrostita, spinaci, una cipolla intera, un bicchiere di vino rosso.
#21 Chiudere gli occhi.
#20 Cominciare male.
#19 Riflettere sul fatto che le persone, dopo avermi chiesto di compilare un questionario sul mio rapporto con la prostituzione, ritengono necessario precisare in maiuscolo che non è uno scherzo.
#18 Bussare per tre volte a Penny.
#17 Mangiare carote crude.
#16 Mandare un SMS a Rosa con scritto “Chiama urgentemente Federica! Sono due ore che ti cerca e non riesce a contattarti!” e un altro SMS a Federica con scritto “Chiama urgentemente Rosa! Sono due ore che ti cerca e non riesce a contattarti!” e aspettare.
#15 Accòcchiate cò chi è meglio re te e paàre ‘e spese.
#14 Uscire con la macchina in giro per Napoli.
#13 Scendere il padre eterno.
#12 Suonare in diretta su Chatroulette.
#11 Mangiare meno carni rosse.
#10 Disegnare per OhKay.it una t-shirt con la scritta “Ho battuto l’anoressia” disponibile solo per taglie extralarge.
#9 Montare la panna e mischiarla a crema e fragole.
#8 Giocare con l’aria tenendo una mano fuori dal finestrino.
#7 Sospirare.
#6 Restare un giorno in più nel Cilento.
#5 Prendere un cucciolo di Labrador o di Border Collie.
#4 Bere l’acqua del rubinetto.
#3 Evacuazione di un supermercato durante un terremoto.
#2 Dare spiegazioni.
#1 Aiutare una vecchietta ad attraversare la strada sulle strisce pedonali, non sulle striscie.

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Pubblicato da il 20 agosto 11 / Nessun Commento.
Argomento: Pensieri e Riflessioni

Rob ai Macchianera Blog Awards 2011

Da alcune settimane sono aperte le candidature per i Macchianera Blog Awards 2011, il più importante concorso italiano che premia i migliori blog e siti web della rete. Da spettatore, ho sempre guardato con ammirazione (e un pizzico di invidia, quella buona) ai partecipanti delle edizioni passate, ma non ho mai creduto di avere i meriti e la possibilità di propormi come concorrente.

Per i meriti ho ancora qualche dubbio mentre quest’anno la possibilità di esserci è diventata concreta: così, su suggerimento di qualcuno, ho pensato di fare un tentativo per sondare il terreno ed essere pronto a riprovarci tra un anno.

Vi  spiego come funziona. Il concorso è diviso in due fasi: la prima (fino al 2 settembre), in cui gli utenti propongono la candidatura dei loro siti/blog preferiti, e la seconda (dall’1 al 29 settembre), in cui gli utenti dovranno votare tra i 5 blog che hanno ricevuto più candidature (per ogni categoria).

Per candidare un blog è necessario scrivere il titolo e l’indirizzo nella relativa categoria, tenendo presente che:

- Si può votare una sola volta con ciascun indirizzo E-Mail;
- Non si può inserire lo stesso blog in più di 4 categorie diverse;
- Bisogna compilare almeno 8 categorie in totale altrimenti il voto non è valido.

Le categorie in cui potete proporre i miei siti sono 3 e le preferenze vanno espresse in questo modo (potete fare copia-incolla per comodità):

5. Nome Miglior sito o blog d’opinione:
RobertoEsposito.com

5. Indirizzo del Miglior sito o blog d’opinione:
www.robertoesposito.com

21. Nome del Miglior sito commerciale/fanpage:
Figure di merda

21. Indirizzo del Miglior sito commerciale/fanpage:
www.facebook.com/figuraccia

24. Nome del Cattivo più temibile della rete:
Cinismo, insensibilità, humour nero e altre cose che si mangiano
24. Indirizzo del Cattivo più temibile della rete:
www.facebook.com/cinismo.insensibilita.humour.nero

Affinchè il voto sia valido, è necessario compilare almeno altre 5 categorie a scelta in cui potete segnalare i siti che preferite. Non mi sembrava molto carino autovotarmi quindi ho lasciato vuote le tre categorie a cui ambisco. Per le altre invece, se volete un suggerimento, io ho scritto:

6. Miglior blog o testata giornalistica online: Repubblica.it (www.repubblica.it)
7. Miglior sito o blog tecnico-divulgativo: Tech Fanpage (tech.fanpage.it)
15. Miglior Disegnatore/Vignettista: Matteo Bertelli (matteobertelli.blogspot.com)
16. Miglior sito o blog politico: Non leggere questo Blog! (nonleggerlo.blogspot.com)
18. Miglior Trasm. radio online: Disinformation (www.facebook.com/Disinformation)
19. Miglior social network o servizio per i blog: Facebook (www.facebook.com)
28. Miglior sito o blog di satira: Spinoza (www.spinoza.it)

Qui sotto trovate la scheda per candicare i miei siti ai MBA 2011!
Non mi resta che ringraziarvi per il supporto (eventuale) e ricordarvi che, se avete domande, curiosità o volete maggiori istruzioni, potete scrivermi sempre tramite la sezione Contatti, nei commenti qui sotto o nella Bacheca della mia Pagina Facebook!

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Pubblicato da il 10 agosto 11 / 3 Commenti.
Argomento: News e Aggiornamenti