Intervista a Rob su “Giornale del Cilento”
E’ stata pubblicata ieri sul “Giornale del Cilento” una nuova intervista a Roberto del giornalista Giuseppe Galato: potete leggerla cliccando sull’immagine qui sotto o direttamente sul sito del quotidiano.
E’ stata pubblicata ieri sul “Giornale del Cilento” una nuova intervista a Roberto del giornalista Giuseppe Galato: potete leggerla cliccando sull’immagine qui sotto o direttamente sul sito del quotidiano.
Pubblicato da Rob il 24 novembre 10 / 1 Commento.
Argomento: Articoli e Interviste
2 Novembre 2010 – Kataweb Blog
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Pubblicato da Rob il 5 novembre 10 / 2 Commenti.
Argomento: Articoli e Interviste
28 Ottobre 2010 – CrashDown.it
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Pubblicato da Rob il 5 novembre 10 / Nessun Commento.
Argomento: Articoli e Interviste
27 Ottobre 2010 – MondoInformatico
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29 Ottobre 2010 – Fai.informazione.it
29 Ottobre 2010 – Telefonianews.it
29 Ottobre 2010 – Bestnotizie.com
Pubblicato da Rob il 5 novembre 10 / Nessun Commento.
Argomento: Articoli e Interviste

Oggi è il giorno giovedì 28 ottobre, anno 2010.
Durante la notte di ieri ho camminato per tutta la città di Napoli lasciando dei piccoli manifesti all’interno di locali ed università: su ciascuno ho scritto l’annuncio che vedete qui sotto, una mia richiesta di aiuto rivolta a tutti gli abitanti della città.
Effettuare un viaggio nel tempo è un’operazione teoricamente già possibile, ma richiede un’enorme quantità di energia che attualmente l’uomo non è in grado di accumulare. Per poter riuscire nel mio intento, ho perciò bisogno di costruire un dispositivo che sia in grado di generare, contenere e gestire tale mole di energia.
Cliccando qui sotto verrete rimandati alla pagina che ho creato per chi è interessato ad aiutarmi in questo progetto o vuole semplicemente saperne di più e curiosare tra le idee proposte dagli altri:
Inoltre, man mano che passano le ore, continuano ad arrivarmi le vostre segnalazioni riguardo siti, giornali e blog che parlano di questa mia iniziativa. Ho deciso di raccoglierli tutti e ripubblicarli di seguito:
2 Novembre 2010 – Kataweb Blog
27 Ottobre 2010 – Mondoinformatico.info
28 Ottobre 2010 – CrashDown.it
29 Ottobre 2010 – Fai.informazione.it
29 Ottobre 2010 – Telefonianews.it
29 Ottobre 2010 – Bestnotizie.com
30 Ottobre 2010 – DelyMith.net
23 novembre 2010 – Giornaledelcilento.it
Pubblicato da Jack Will il 28 ottobre 10 / 2 Commenti.
Argomento: Jack Will
Con mia grande sorpresa, ricevo moltissimi messaggi come quelli citati sopra in cui mi viene chiesto cosa accadrà nell’anno 2012, precisamente nel giorno 21 Dicembre. Tutto questo mi stupisce perchè non credevo venisse dato tanto peso ad una leggenda metropolitana come questa, ancora più infondata di quella sul Millennium Bug che circolava un decennio fa.
Non conosco molto su questa credenza, credo di aver letto qualcosa a riguardo in maniera superficiale nel mio tempo ma molti altri dettagli li ho appresi direttamente qui, quindi non posso fornirvi informazioni precise riguardo il 21 Dicembre 2012. (continua…)
Pubblicato da Jack Will il 10 gennaio 10 / 2 Commenti.
Argomento: Jack Will
Il mio nome è Jack. Provengo da un anno futuro e sono giunto nell’anno 2009 tramite un viaggio nel tempo.
Sono un crononauta, ma non sono il primo.
Prima di me infatti ci sono stati altri viaggi nel tempo verso il passato, che hanno portato crononauti in secoli precendenti al vostro ma anche in anni successivi al 2009, che quindi non avete ancora vissuto.

Non conosco con esattezza quanti viaggi siano stati eseguiti prima di questo, ma ognuno viene pianificato nei minimi dettagli per molti mesi prima della sua attuazione, in modo da prevedere gli effetti che ogni azione possa comportare sullo sviluppo naturale dell’universo. Da quando l’uomo ha scoperto la possibilità di curvare lo spazio e il tempo, numerosi crononauti hanno varcato questa soglia portando a termine varie missioni, che sommariamente possono essere suddivise in due categorie: quelle che hanno l’obiettivo di modificare volutamente gli eventi che, per un meccanismo di causalità, influenzeranno il futuro (in modo preciso e pianificato) e le missioni che, al contrario, hanno come priorità quella di lasciare inalterato il naturale evolversi della razza umana, senza causare dunque alcun cambiamento.
Il compimento di un viaggio provoca inevitabilmente delle alterazioni all’universo (anche solo le molecole di ossigeno che sto respirando oppure l’aggiunta del mio peso alla massa terrestre) ma per il secondo tipo di missione, come potete immaginare, si tratta di azioni che hanno effetti controllati e del tutto trascurabili sul futuro.
La costruzione di una macchina capace di curvare il tempo ha fatto sorgere nell’uomo il bisogno di “aggiustare” la storia, facendolo sentire in dovere di tornare indietro a correggere il passato. Tale necessità non si era mai presentata fino ad allora, se non dopo l’invenzione di un modo per attuarla: gran parte della popolazione mondiale si oppose fortemente a tale progetto, sostenendo che l’evoluzione dell’uomo era proseguita senza intoppi fino ad allora e non era quindi necessario un intervento che avrebbe causato solo dei rischi.
Nonostante questo netto contrasto di opinioni, l’intervento dell’uomo sul suo passato fu ritenuto necessario da tutti quando degli eventi, allora ancora fuori dal controllo umano, minacciarono l’esistenza della razza umana. Si pensò dunque di tornare indietro per accelerare l’evoluzione, in modo che l’uomo potesse anticipare il suo progresso ed essere in grado di affrontare gli ostacoli insormontabili che avrebbero minato il suo cammino.
I primi viaggi sono stati compiuti con l’intento di intervenire alla radice, operando significative modifiche alle civiltà della Terra quando queste si trovavano ancora in uno stato primitivo. Intere squadre di crononauti, tra cui scienziati ed ingegneri, furono inviate 4000 anni prima di Cristo: la loro missione consisteva nell’influenzare la razza umana in alcuni punti strategici del pianeta, per fare in modo che quei popoli accelerassero la propria evoluzione e, di conseguenza, l’umanità fosse in grado di evitare la propria estinzione in futuro.
Senza il nostro intervento, l’umanità non avrebbe mai raggiunto il progresso di cui è padrona nel 2009, ma sarebbe rimasta primitiva per molti millenni ancora: basti pensare ad alcune popolazioni indigene che nel vostro anno vivono ancora da cacciatori in capanne di paglia e fango. Senza il nostro significativo intervento, i computer e lo sbarco sulla Luna sarebbero stati raggiunti con millenni di ritardo rispetto ad ora.
Al nostro arrivo in Mesopotamia siamo stati accolti come dèi e abbiamo insegnato ai sumeri a coltivare le terre, a domare le acque dei fiumi costruendo argini e canali per l’irrigazione, successivamente a fondare delle città. Missioni simili sono state eseguite in Messico, in Egitto, in Perù e in altre zone del pianeta.
Pubblicato da Jack Will il 12 novembre 09 / 2 Commenti.
Argomento: Jack Will
Sia nelle E-Mail che ricevo sia su Facebook, molti mi chiedono cosa è raffigurato nella fotografia che ho pubblicato nel racconto “001 – I will“.

Si tratta della ricostruzione di un oggetto proveniente dal mio tempo, precisamente un componente di un rivestimento protettivo paragonabile all’elmetto di un’armatura o ad un casco. La fotografia non rappresenta l’oggetto reale ma una ricostruzione che ho realizzato ma che risulta molto simile all’originale.
Nell’immagine sembra che sia di metallo ma in realtà è costituito da materiale organico prodotto in laboratorio, grazie agli enormi passi in avanti che l’ingegneria genetica compirà negli anni futuri.
La sua composizione lo rende molto leggero ma allo stesso tempo resistente e impenetrabile. Se una automobile viaggia a forte velocità diretta verso una parete, all’impatto l’auto si accartoccia causando la morte dei passeggeri. Pensate invece ad un insetto, un animale che può muoversi ad una velocità molto elevata in proporzione alle sue dimensioni: una mosca che sbatte contro una parete non muore, al massimo resta stordita dal colpo ma non subisce danni fisici.
Il suo esoscheletro avvolge e protegge le parti sensibili dell’organismo senza appesantirlo. Questo tipo di protezione non ha un’applicazione specifica ma viene utilizzata in vari ambiti: ha la caratteristica di essere elastica quando bisogna indossarla (la superficie interna è sensibile e meno resistente di quella esterna) e di aderire successivamente alla pelle, lasciandola traspirare e rendendo fluidi tutti i movimenti del corpo.
Pubblicato da Jack Will il 10 settembre 09 / Nessun Commento.
Argomento: Jack Will
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