Kay

Oggi ho riletto la lettera che una cara amica mi ha scritto
qualche mese fa, così ho deciso di condividerla con voi.

Domenica  9 ottobre 2011

Ho sempre creduto in te, nelle brillanti e grandi idee impilate nel tuo cervello ordinato, dove ogni scelta o interrogativo sembrano conoscere a priori la via più semplice e breve per dare una risposta a tutto.

Ho sempre ammirato la determinazione e la tenacia con le quali porti avanti le tue idee, il tuo crederci fino in fondo, la tua incredibile autostima, e mi sono spesso chiesta con quale segreto stratagemma riuscissi a combattere lo sconforto, con quale medicina calmassi la disillusione, quando magari – come spesso succede un pò a tutti – il cervello percepisce il limite tra il pensiero e la messa in pratica dei nostri progetti/desideri. Poi ho capito che il tuo cervello evidentemente era programmato per pensare le cose e le loro applicazioni vedendone già – in pochissimi istanti – i risvolti pratici. Era più efficiente e pratico, e per questo incorreva meno spesso, se non praticamente mai, in quegli stati deprimenti che ti fanno sentire impotente.

Sapevo che prima o poi avresti avuto la tua opportunità, la possibilità e i mezzi di sfondare, ma credimi, pur sapendolo da sempre, ad oggi ancora mi sento impreparata a questa rivoluzione! Seguire in questi giorni il live delle tue vicende, il concretizzarsi di quello che fino ad adesso era solo scritto nella tua mente, vedere di giorno in giorno il tuo sogno prendere forma e sentirti carico di entusiasmo e di adrenalina, non sai quanto mi riempie di gioia. (Dopo aver letto il diario di bordo mi è anche uscita qualche lacrima, come una cretina)

Voglio che tu sappia che nutro massima stima nei tuoi confronti  e sei motivo di esempio e orgoglio per me, che condividere con te questi primi successi mi onora. Parlare con te è come leggere un buon libro o guardare un film: resta qualcosa sempre, un NONSOCHE che riempie, anche nelle piccole cose quotidiane.

Ti voglio bene

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Pubblicato da il 5 gennaio 12 / 1 Commento.
Argomento: Citazioni, Esperienza

Caro Nino Frassica che non sei altro…

Caro Nino Frassica che non sei altro,
mi chiamo Roberto Esposito, sono nato il 31-31-1444 (lira più, lira meno…) e sono un assiduo lettore del dodicennale Scasazza Sera nonchè suo ammiratore da tanti anni. Posso darle del tu? Le scrivo questa lettera perchè ci terrei molto a complimentarmi per tutto quello che ha fatto e che sta facendo in campo artistico: lei è davvero molto bravA, davvero una bravA persona, e io la stimo soprattutto perchè è di stile educato, mai presuntuoso e sempre molto umido nonostante il suo intramontabile successo.

Mi permetto di raccontarle un nanetto: tanti anni fa, in provincia di Salerno, i miei genitori erano sposati da un anno ma non sapevano se fare un figlio oppure no. Casualmente si trovò a passare da quelle parti Sani Gesualdi, che vedeva l’amore in maniera plutonica, e quando incontrò mia madre le disse: “Moglie di tuo marito, non essere indecisa: facetelo questo figlio e chiamatelo Roberto!” Lei non ci crederà, ma qualche giorno dopo mia madre si incise e, dopo 21 mesi di gravidanza, in una notte di caldo glaciale… nacqui io! Successivamente i miei genitori hanno avuto altri 6 figli, tutti maschi tranne 5 che sono femmine, e dunque un giorno mio padre paterno ha detto “Basta figli! Stop! Riepenaplus!” Adesso io ho 25 anni, studio all’Università di Napoli e aspiro a diventare un artista in campo cinematografico, in particolare come regista, mentre come hobblighi, ovvero come passatempo, faccio il pastore povero.

Non vorrei approfittare della sua disponibilità, quindi cercherò di essere circonciso: pochi giorni fa stavo ripulendo la mia libreria e casualmente ho trovato un depilantes dell’evento che state organizzando a Scasazza, che credo si trovi in provincia di Agrigento e Trapani (e forse anche Siracusa). Incuriosito da questo Concorso “Cuore T’Oro 1985“, sono andato a leggere tutti i dettagli sulla locandiera, scoprendo tra l’altro che questa festa di Scasazza verrà organizzata con il padre cinico dell’assessorato allo Sport, Guttura, Barzelletti… etici… etici… etici…

All’interno dell’ultimo numero di Scasazza Sera ho cercato dunque il ritagliando con la modattualità in quanto mi piacerebbe molto essere aderente con voi, così come hanno già fatto molti altri artistici. Le invio perciò questa mia cartolina di partecipazione al Concorso “Cuore T’Oro 1985” nella speranza di essere accettato e di ricevere una sua lettera di risposta.

Sono venuto purtroppo a conoscenza del fatto che questo fantastico Music Show, evento di elevatissimo spessore gutturale, sta ricevendo poche aderenze da parte del pubblico e immagino che ciò la renda un pò seccatucci. Come lei saprà, specialmente quando si fa spettacolo, capita di perdere lo staff e a tutti possono venire i 50 minuti, ma la invito a non avere fretta e dare il tempo il tempo per continuare ad offrire uno spazio agli aspiranti artisti come me!

Non vorrei sembrarle monologo ma, al giorno d’oggi, la gente scrive a cani e sorci e spesso è disposta a spendere cifre gastronomiche per acquistare roba che non vale niente. Quando si tratta invece di uno spettacolo gutturale gli italiani sono purtroppo (mi chieda scusi se le dico questa parola) ante-litteram, ovvero contrari a scrivere le lettere: lei magari ci scherzerà su, ma personalmente ritengo che si tratti di una cosa di una certa gravidanza!

Al contrario, io ho deciso di tagliare la testa al topo e inviarle la mia cartolina per l’iscrizione al Concorso dei comportamenti puliti di Scasazza, nella speranza di riuscire a vincere uno degli utilissimi gadget tra il vasto assorbimento di premi in paglia.

Infine, caro signor Frassica, le domando una domanda e lei mi risponde una risposta: forse che all’interno di questo show ci sarà anche uno spazio… Spazio! Spazio! (non so se lei capisce questa parola) dedicato ai pimpi? Sarebbe davvero molto interessante se venissero trasmessi dei cattoni animali per intrattenere i pimpi, come ad esempio “Il zio Peperone e i nipotini Qui, Qui, Qui” oppure il mio preferito “C’è Nerentola? No, non c’è!

Concludo questa lettera rinnovandole i miei complimenti e augurandole di continuare ad ottenere grandi successi nella sua carriera di attore. Ne approfitto per inviare i miei saluti anche a due suoi amici che io ammiro quanto lei, il signor Alberi e il signor Terensill, e ricordarle che… Non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello!

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Pubblicato da il 16 settembre 10 / 1 Commento.
Argomento: Pensieri e Riflessioni

Cara Margherita, ti scrivo…

Gentile Signora Hack,
mi chiamo Roberto Esposito e, pur non avendo mai avuto il piacere di conoscerLa, Le scrivo in quanto ammiro immensamente la Sua opera lavorativa ed il Suo impegno in ambito culturale, politico e sociale.

Tra poche settimane compirò 25 anni e, volendo ripercorrere col pensiero la mia vita, non ho memoria di alcun periodo in cui non mi sentissi stimolato, quasi tormentato, dal desiderio di rincorrere e di conoscere le risposte a tante domande che, nonostante l’incessante ricerca, ancora oggi non accennano a diminuire. Pertanto, fin da bambino, una genuina curiosità mi ha guidato, generando in me l’esigenza di possedere una sempre maggiore conoscenza di ogni aspetto del mondo, che mi permettesse di creare un’opinione scevra di dogmi religiosi, disinformazione e moralismi.

Le parlo di ciò perché, in ciascuna di queste occasioni, ho rivolto la mia attenzione verso il Suo pensiero tramite lo studio di interventi, libri e interviste da Lei rilasciate, restando ogni volta stupito da quanto le Sue parole fossero calzanti e adatte a fornire risposte limpide e soddisfacenti. A coadiuvare la mia naturale inclinazione verso un’incessante sete di conoscenza, il contributo apportato dalla Sua persona alla cultura e alla comprensione del mondo in cui viviamo ha avuto un’influenza determinante sul mio percorso di studi e soprattutto sulla formazione di un mio pensiero libero da limiti o vincoli di alcun genere.

Tutti questi presupposti mi hanno portato ad essere oggi uno studente universitario iscritto alla Facoltà di Ingegneria Aerospaziale, assecondando in parte il mio sogno d’infanzia di diventare un astronauta. Allo stesso tempo mi riservo il diritto di esprimere le mie opinioni senza censure, lavorando come giornalista e blogger, e coltivo la passione per l’arte, come regista e scrittore, sperando di poterla trasformare, un giorno, nella mia professione.

In molti anni di studio ho accresciuto una grande stima nei Suoi confronti, tanto da sembrarmi quasi impossibile racchiudere in poche righe la passione, la determinazione e gli stimoli che Lei trasmette a ragazzi ambiziosi e carichi di sogni come me. Malgrado un naturale timore, da qualche anno ho però deciso di vivere senza lasciar spazio ad alcun rimpianto e, di conseguenza, al “Perché?” ho preferito domandarmi un più ardito “Perché no?”. Ciò mi ha spinto a cogliere l’opportunità di scriverLe questa lettera, con il difficile intento di trovare parole in grado di esprimerLe la mia più sentita gratitudine per essere una guida e, allo stesso tempo, un traguardo a cui ambire: persone come Lei sono, a mio avviso, uno spiraglio di luce per la ragione umana e la conoscenza, un confortante e luminoso faro che si affaccia su un Paese buio e purtroppo caratterizzato, oggi più che mai, da ben altri ideali.

Mi piacerebbe rivolgerLe innumerevoli domande e la mia mente è piena di quesiti sui quali riuscirebbe sicuramente ad illuminarmi. Poter instaurare un legame con Lei, anche in forma epistolare, è un desiderio che coltivo da sempre, poiché mi concederebbe l’opportunità di affacciarmi su uno sterminato mare di saggezza e cultura, aiutandomi a fugare i dubbi e a compiere qualche piccolo passo verso quello straordinario quanto irraggiungibile sogno di conoscenza che mi accompagna da tutta la vita.

Sperando che le mie sincere parole siano state da Lei gradite e che rappresentino il principio di un prolifico dialogo, La saluto cordialmente, augurandole ogni bene.

 

Grazie a Viola.

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Pubblicato da il 17 agosto 10 / Nessun Commento.
Argomento: Pensieri e Riflessioni