Dare un senso allo storytelling: lo spot video di illimity

Tra i miei post di maggior successo ci sono spesso quelli in cui spiego quali errori evitare quando ci si candida a lavorare nella mia azienda. Li scrivo con un taglio particolare, perché non elenco le valutazioni teoriche da recruiter o le regole d’oro per il curriculum perfetto, ma provo a raccontare il punto di vista e la situazione che si trova a vivere un datore di lavoro. E generalmente gli effetti che ne derivano sono due. Il primo è una pioggia di commenti di persone che apprezzano e fanno tesoro di qualche consiglio, e altre che decidono di autoeliminarsi dalla selezione ritenendosi inadeguati (nota: percentuale bassissima). Il secondo è un’ondata di candidature convinte, per il 70% totalmente incongruenti con quello che stiamo cercando mentre per il restante 30% nel tentativo di convincere me (e forse anche se stessi) di possedere capacità professionali avanzate.

Quasi tutti nella lettera motivazionale abusano della parola “storytelling“. Tuttavia, lo storytelling è un’espressione vuota se non si traduce in una storia efficace, un messaggio collegato a una trama che sia capace di farci capire e desiderare l’oggetto di quella storia. Non è facile, certo, e di sicuro non tanto quanto pronunciare una parola di tendenza senza darle alcun significato. Facciamo un po’ di aggiornamento professionale allora, e diamo un esempio di cosa sia uno storytelling fatto bene. Anche perché le cose fatte bene esistono, ogni tanto, e danno senso a tutto il resto.

Mi è piaciuto e mi ha convinto, ad esempio, il nuovo spot video di illimity bank, la banca digitale fondata da Corrado Passera che offre credito a imprese ad alto potenziale senza escludere a priori anche quelle con rating basso o addirittura in situazione di difficoltà. Insomma, una banca che dichiara di ragionare veramente sulle prospettive di un’impresa, sui suoi progetti, sui numeri potenziali e non solo sui bilanci passati.

Partiamo dall’ostacolo principale: il fintech e il mondo bancario sono sempre difficili da raccontare, perché quando si parla di finanze e di fiducia una “storia” può produrre molto facilmente anche effetti negativi, e soprattutto può suonare “artificiale”, a maggior ragione se cerchi di ispirare. Nel caso di #illimitybank il messaggio vocazionale funziona. Collegare il concept della “Banca oltre la forma” ad uno sguardo attento e partecipe, che è capace di regalarti la fiducia necessaria a farti superare un ostacolo, è super innovativo per una banca.

Il finanziamento della banca non è un favore o un regalo, e non è “concesso”, ma conferito sulla base di una condivisione che va oltre la valutazione formale e che guarda alla sostanza, riuscendo a dare in alcuni casi anche una seconda possibilità. È il video di chi crede nell’essenza delle persone e dei progetti, anche quando si tratta di un secondo tentativo. Una lezione che vorrei tanto trovare maturata e tradotta nelle candidature di chi si propone per entrare nella famiglia di DeRev.

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